Statuto dell’associazione

Statuto dell’associazione 2017-09-09T11:58:14+00:00

Il nostro statuto

STATUTO DELL’ORGANIZZAZIONE DI VOLONTARIATO  “RENCUREME

Titolo I

Costituzione e scopi

 

Art.1 – Denominazione e sede

Ai sensi della legge 266 del 1991 e delle norme del codice civile in tema di associazioni, è costituita l’Associazione di volontariato denominata “Rencureme”, con sede nel Comune di Moena.

Essa opera nel territorio della provincia di Trento.

L’Associazione ha durata illimitata.

L’Associazione potrà istituire sezioni o sedi secondarie, in Italia e all’estero.

Art.2 – Scopi

L’Associazione “Rencureme” non ha scopo di lucro e fonda la propria attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia, della partecipazione sociale e sull’attività di volontariato.

Essa ha come finalità quella di promuovere la solidarietà civile, culturale e sociale al fine di sostenere le famiglie colpite dalla malattia di Alzheimer, con l’obiettivo di perseguire una normalizzazione nell’esistenza della persona malata, migliorando la qualità della vita della persona stessa e dei suoi familiari, ridando dignità al malato e tutelandone i diritti in tutte le sedi opportune.

L’Associazione “Rencureme” si pone come punto di coordinamento e di collegamento per i malati di Alzheimer e per i loro familiari e, attraverso l’informazione e la sensibilizzazione dell’opinione pubblica, si propone di attivare e consolidare una rete di solidarietà e supporto che aiuti ad alleviare le sofferenze e i disagi provocati dalla malattia, e favorisca l’inclusione sociale e la partecipazione attiva delle persone malate e dei loro familiari alla vita della comunità.

L’Associazione si propone infine di promuovere, stimolare ed agevolare la ricerca e il dibattito scientifico in relazione a tutto ciò che riguarda la malattia di Alzheimer.

 

Art.3 – Attività

Per raggiungere gli scopi suddetti l’Associazione “Rencureme” potrà svolgere le seguenti attività:

  • promuovere ed attivare ogni forma di sostegno morale, psicologico, materiale ed economico alle persone malate di Alzheimer e alle loro famiglie, ad esempio istituendo e favorendo la creazione di gruppi di auto-mutuo aiuto;
  • promuovere, realizzare, finanziare progetti o altre iniziative di carattere socio-assistenziale e/o socio-educativo rivolti alle persone malate di Alzheimer e alle loro famiglie, che abbiano come obiettivo quello di giungere ad una normalizzazione nell’esistenza di tali individui che si trovano in condizione di bisogno;
  • promuovere e realizzare campagne di informazione e di sensibilizzazione, così come organizzare corsi, conferenze, convegni, seminari ed ogni altra iniziativa di tipo culturale ed educativo al fine di diffondere presso la popolazione, le autorità ed il personale sanitario e socio-assistenziale una corretta informazione, oltre che impartire una formazione specifica e di livello elevato, utili a migliorare la comprensione della malattia di Alzheimer, dei suoi sintomi e delle condizioni che ne favoriscono l’insorgenza, oltre che ad affrontare il disagio e la sofferenza legati ad essa;
  • promuovere e favorire iniziative volte alla redazione e al continuo aggiornamento del quadro epidemiologico descrittivo della malattia di Alzheimer, correlate allo studio dei fattori sociali che influenzano la durata della vita del malato, oltre che all’elaborazione di tecniche strumentali (biologiche o comportamentali) atte a identificare i fattori predittivi dell’evoluzione della malattia;
  • tutelare e difendere i diritti del malato di Alzheimer, in particolare quelli ad essere informato (per quanto possibile) della malattia e della sua prevedibile evoluzione e di poter partecipare (anche qui per quanto possibile) alle decisioni riguardanti il tipo di cura e di assistenza presente e futura, anche elaborando proposte concrete ed operative alle istituzioni pubbliche, che possano essere traducibili in norme legislative;
  • sostenere finanziariamente, anche attraverso bandi per borse di studio e premi scientifici, le attività di ricerca scientifica e di diffusione delle conoscenze sui sintomi, la prevenzione, l’assistenza e la terapia della malattia di Alzheimer;
  • promuovere e favorire la costituzione di gruppi bioetici quali sedi di riflessione, dialogo e proposta sulle problematiche multidisciplinari legate alla malattia di Alzheimer, composti da soggetti appartenenti a diverse professioni quali, a titolo meramente esemplificativo, giuristi, neurologi, psichiatri, geriatri, filosofi;
  • promuovere ed organizzare eventi o manifestazioni di carattere socio-culturale, ricreativo, sportivo, che possano costituire un momento aggregativo e comunitario, e che abbiano comunque come scopo fondamentale quello di sensibilizzare i partecipanti sulle finalità istituzionali dell’Associazione;
  • curare e gestire un sito internet, una pagina facebook o di altro social network dedicati all’Associazione, allo scopo di divulgare e far conoscere le tematiche di cui questa si occupa, oltre che di pubblicizzarne le attività;
  • collaborare e coordinare la propria azione con quella di altre Organizzazioni di volontariato, o con altri enti pubblici o privati di carattere locale, nazionale ed internazionale, che abbiano finalità analoghe o simili a quelle dell’Associazione, anche stipulando con questi ultimi rapporti contributivi e convenzionati.

Titolo II

Norme sul rapporto associativo

 

Art.4 – Ammissione degli associati

Sono ammessi a far parte dell’Associazione tutti coloro i quali, aderendo alle finalità istituzionali della stessa, intendano collaborare al loro raggiungimento.

Ai fini dell’adesione all’Associazione, chiunque ne abbia interesse può fare domanda per iscritto al Consiglio Direttivo, che è l’organo deputato a decidere sull’ammissione. In tale domanda deve essere anche precisato che il richiedente si impegna ad accettare le norme dello Statuto sociale e dei regolamenti interni, ad osservare le disposizioni che saranno emanate dal Consiglio Direttivo e dall’Assemblea ed a partecipare alla vita associativa.

Contro l’eventuale diniego, motivato, l’interessato può proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile.

L’adesione all’Associazione è a tempo indeterminato e non può essere disposta per un periodo temporaneo, fermo restando in ogni caso il diritto al recesso.

Art.5 – Norme sull’ordinamento interno

L’ordinamento interno dell’Associazione è ispirato a criteri di democraticità ed uguaglianza dei diritti di tutti gli associati, le cariche associative sono elettive e tutti gli associati possono esservi nominati.

Non è prevista alcuna differenza di trattamento tra i soci riguardo ai diritti e doveri nei confronti dell’Associazione.

Art.6 – Diritti e doveri dei soci

I soci sono tenuti alla corresponsione di una quota associativa nella misura e nei termini fissati annualmente dal Consiglio Direttivo, oltre che al rispetto dello Statuto, degli eventuali regolamenti interni e delle deliberazioni legalmente adottate dagli organi sociali.

L’esercizio dei diritti sociali spetta ai soci regolarmente iscritti e in regola con il versamento della quota associativa.

I soci hanno il diritto di partecipare effettivamente alla vita dell’Associazione, partecipando in Assemblea con diritto di voto, compreso il diritto di elettorato attivo e passivo; in particolare, ciascun socio maggiore di età ha diritto di voto per l’approvazione e le modificazioni dello Statuto e dei regolamenti, e per la nomina degli organi elettivi dell’Associazione.

Tutti i soci hanno poi il diritto di essere informati su tutte le attività ed iniziative dell’Associazione, e di prendere visione di tutti gli atti deliberati e di tutta la documentazione relativa alla gestione dell’ente.

Le quote e i contributi associativi non sono trasferibili, ad eccezione dei trasferimenti a causa di morte, e non sono rivalutabili.

 

Art.7 – Prestazioni degli aderenti

L’attività degli aderenti non può essere in alcun modo retribuita, salvo il rimborso delle spese effettivamente sostenute per l’attività prestata, analiticamente documentate e preventivamente autorizzate dal Consiglio Direttivo.

L’Associazione può, con esclusivo riferimento a soggetti terzi, assumere lavoratori dipendenti o avvalersi di prestatori di lavoro autonomo o professionale, sempre che l’apporto del personale volontario permanga rilevante.

Art.8 – Cause di cessazione del rapporto associativo

La qualità di associato si perde:

  • per decesso;
  • per mancato pagamento della quota associativa, protrattasi per un anno dal termine di versamento richiesto: una volta trascorso tale periodo la decadenza è automatica.
  • per recesso volontario. Ogni socio può in ogni momento esercitare il diritto di recesso, il quale ha effetto a decorrere dal momento della ricezione da parte del Consiglio Direttivo della relativa notifica scritta;
  • per esclusione. Il Consiglio Direttivo provvede all’esclusione dell’associato per comportamento contrastante con gli scopi dell’Associazione o per persistenti violazioni degli obblighi statutari. Contro il provvedimento di esclusione, che deve essere motivato, è possibile proporre appello alla prima Assemblea ordinaria utile. Prima di procedere all’esclusione devono essere contestati per iscritto all’associato gli addebiti che allo stesso vengono mossi, consentendogli facoltà di replica. Fino alla data di convocazione dell’Assemblea, ai fini del ricorso, il socio interessato dal provvedimento di esclusione si intende sospeso: egli può comunque partecipare alle riunioni assembleari ma non ha diritto di voto.

Il socio receduto o escluso non ha diritto alla restituzione delle quote associative versate.

 

Titolo III

Organi sociali

Art.9 – Organi dell’Associazione

Sono organi dell’Associazione:

  1. l’Assemblea dei soci;
  2. il Consiglio Direttivo;
  3. il Revisore dei Conti.

Tutte le cariche sociali sono elettive e gratuite. L’elezione degli organi dell’Associazione non può in alcun modo essere vincolata o limitata, ed è informata a criteri di massima libertà di partecipazione all’elettorato attivo e passivo.

Art.10 – L’Assemblea: composizione, modalità di convocazione, partecipazione e funzionamento

L’Assemblea è l’organo sovrano dell’Associazione e si compone di tutti i soci in regola con il versamento della quota associativa annuale.

Essa è convocata dal Presidente, a seguito di delibera del Consiglio Direttivo, almeno una volta all’anno entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio sociale per l’approvazione del bilancio o rendiconto consuntivo; è inoltre convocata tutte le volte che sia necessario, anche su richiesta della maggioranza dei consiglieri o quando ne faccia domanda motivata almeno un decimo dei soci.

La convocazione deve pervenire, per lettera o per email, ai soci almeno otto giorni prima della data della riunione, e deve indicare il luogo, il giorno e l’ora sia di prima che di seconda convocazione, oltre che gli argomenti all’ordine del giorno. L’adunanza di seconda convocazione non può essere fissata lo stesso giorno stabilito per la prima convocazione.

In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze in cui partecipano di persona o per delega tutti i soci.

Ciascun associato ha diritto ad un solo voto e può intervenire personalmente o per il tramite di un altro associato munito di delega. E’ ammessa una sola delega per associato.

I consiglieri non hanno diritto di voto nelle deliberazioni di approvazione del bilancio e in quelle che riguardano la loro responsabilità.

Per le votazioni si procede normalmente con voto palese, o a scrutinio segreto quando ne faccia richiesta almeno un decimo dei presenti. Per l’elezione delle cariche sociali si procede mediante il voto a scrutinio segreto.

L’Assemblea è presieduta dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente o da altro associato indicato in sede di riunione assembleare.

Le discussioni e le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria e straordinaria sono riassunte in un verbale che viene redatto dal segretario o da un componente dell’Assemblea appositamente nominato. Il verbale viene sottoscritto dal Presidente e dall’estensore, ed è trascritto su apposito Libro, conservato nella sede dell’Associazione.

Art.11 – Assemblea ordinaria: poteri e regole di voto

L’Assemblea ordinaria deve:

  • discutere ed approvare il bilancio o rendiconto consuntivo predisposto dal Consiglio Direttivo;
  • elaborare il programma delle attività sociali;
  • eleggere i membri del Consiglio Direttivo e il Revisore dei Conti;
  • discutere ed approvare gli eventuali regolamenti predisposti dal Consiglio Direttivo per il funzionamento dell’Associazione;
  • deliberare sui ricorsi contro i provvedimenti di diniego di adesione e di esclusione dall’Associazione;
  • discutere e decidere su tutti gli argomenti posti all’ordine del giorno.

L’Assemblea ordinaria in prima convocazione è validamente costituita con la presenza della metà più uno degli associati; in seconda convocazione è validamente costituita qualsiasi sia il numero degli associati presenti.

Le deliberazioni dell’Assemblea ordinaria sono prese a maggioranza dei voti degli associati presenti, sia in prima che in seconda convocazione.

Art.12 – Assemblea straordinaria: poteri e regole di voto

L’Assemblea straordinaria delibera invece sulle modifiche dello Statuto, sullo scioglimento dell’Associazione e sulla devoluzione dell’eventuale patrimonio residuo.

Per le modifiche statutarie l’Assemblea straordinaria delibera in presenza di almeno tre quarti degli associati e con il voto favorevole della maggioranza dei presenti; in seconda convocazione è necessaria la presenza di almeno un terzo dei soci e il voto favorevole della maggioranza dei presenti.

Per lo scioglimento dell’Associazione e la devoluzione del patrimonio, l’Assemblea straordinaria delibera, sia in prima che in seconda convocazione, con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati.

Art.13 – Assemblea in videoconferenza

L’Assemblea potrà riunirsi mediante videoconferenza tra la sede legale ed i singoli luoghi in cui si trovano i soci. La condizione essenziale per la validità delle riunioni è che tutti i partecipanti siano identificati e sia loro consentito di seguire la discussione in modo simultaneo, di intervenire in tempo reale alla trattazione degli argomenti affrontati e di partecipare alla votazione.

Verificandosi tali presupposti, l’Assemblea si considera tenuta nel luogo in cui si trova il Presidente, e dove pure deve trovarsi il segretario della riunione, onde consentire la stesura e la sottoscrizione del verbale sul relativo Libro.

Se nel corso della riunione venisse sospeso il collegamento, la stessa verrà dichiarata sospesa dal Presidente o da colui che ne fa le veci, e le decisioni prese fino alla sospensione saranno valide.

In ogni caso è escluso il ricorso alla videoconferenza nell’ipotesi in cui i partecipanti siano chiamati ad esprimersi a mezzo di voto segreto.

 

Art.14 – Il Consiglio Direttivo: composizione e durata in carica

Il Consiglio Direttivo è eletto dall’Assemblea ordinaria ed è composto da un numero di membri, compreso il Presidente, che può variare da tre a undici, secondo quanto stabilito dall’Assemblea all’atto della nomina e dei successivi rinnovi.

I consiglieri durano in carica tre anni e sono rieleggibili. Può essere revocato dall’Assemblea, con le maggioranze previste per l’Assemblea ordinaria.

Il Consiglio Direttivo nomina al suo interno il Presidente, un vice-Presidente ed un Segretario, che può avere anche funzioni di Tesoriere.

E’ compito del Segretario redigere i verbali dell’Assemblea e del Consiglio Direttivo, curare la tenuta dei libri sociali e svolgere le mansioni delegate ad esso dal Consiglio Direttivo o dal Presidente. Il Tesoriere è invece responsabile della gestione amministrativa e finanziaria dell’Associazione inerente l’esercizio finanziario e la tenuta dei libri contabili.

Art.15 – Consiglio Direttivo: poteri, modalità di convocazione e funzionamento

Al Consiglio Direttivo spettano tutti i poteri per la gestione ordinaria e straordinaria dell’Associazione, salvo quanto è riservato alla competenza dell’Assemblea dalla legge e dal presente Statuto. Può attribuire ad uno o più dei suoi membri il potere di compiere determinati atti o categorie di atti in nome e per conto dell’Associazione.

Il Consiglio Direttivo è convocato dal Presidente di regola ogni mese e, in ogni caso, ogni qualvolta il Presidente stesso lo ritenga opportuno o ne sia fatta richiesta da almeno un terzo dei consiglieri oppure dal Revisore dei Conti.

La convocazione è fatta mediante avviso scritto, per lettera o per email, che deve pervenire ai consiglieri almeno otto giorni prima di quello fissato per l’adunanza, con indicazione del luogo, dell’ora e degli argomenti all’ordine del giorno. In difetto di convocazione formale o di mancato rispetto dei termini di preavviso, saranno ugualmente valide le adunanze cui partecipano tutti i consiglieri.

Sono ammesse le riunioni in video conferenza, con le stesse regole previste dall’articolo 13 per l’Assemblea.

Il Consiglio Direttivo è presieduto dal Presidente o, in sua assenza, dal Vicepresidente; in assenza di entrambi, è presieduto da altro membro del Consiglio nominato tra i presenti.

Le riunioni del Consiglio Direttivo sono legalmente costituite quando è presente la maggioranza dei suoi componenti, e le deliberazioni vengono prese a maggioranza dei presenti.

Di ogni riunione consiliare viene redatto apposito verbale, firmato dal Presidente e dal Segretario verbalizzante, il quale va poi conservato nel Libro Verbali del Consiglio Direttivo.

Art.16 – Sostituzione dei consiglieri

Nel caso in cui, per dimissioni o altre cause, uno o più consiglieri decadano dall’incarico prima della scadenza del mandato, il Consiglio Direttivo provvede a sostituirli mediante cooptazione; qualora ciò non fosse possibile, il Consiglio Direttivo convoca l’Assemblea, la quale provvederà alla sostituzione tramite elezione. I consiglieri cooptati rimangono in carica fino alla prima Assemblea ordinaria utile, la quale deciderà sulla loro conferma; i consiglieri così confermati rimangono in carica fino alla scadenza del mandato del Consiglio Direttivo vigente.

Se, per qualsiasi motivo, viene a mancare la maggioranza dei consiglieri, l’intero Consiglio Direttivo si intenderà decaduto; qualora ciò accada, il Presidente o, in caso di suo impedimento, il vice-Presidente o, in subordine, il consigliere più anziano, dovrà convocare entro 30 giorni l’Assemblea straordinaria, la quale procederà ad una nuova elezione.

 

Art.17 – Il Presidente: poteri e durata in carica

Il Presidente dell’Associazione è nominato all’interno del Consiglio Direttivo.

Al Presidente spetta la rappresentanza legale dell’Associazione di fronte ai terzi ed in giudizio.

Resta in carica tre anni ed è rieleggibile; è revocato con delibera dalla maggioranza dei consiglieri.

In caso di assenza o di impedimento viene sostituito dal vice-Presidente o, in assenza di questo, dal membro del Consiglio Direttivo più anziano di età.

Il Presidente provvede alla convocazione dell’Assemblea dei soci e del Consiglio Direttivo, e li presiede. Cura l’esecuzione delle deliberazioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea.

In caso di urgenza, può agire con i poteri del Consiglio Direttivo, chiedendo ratifica allo stesso dei provvedimenti adottati nella riunione immediatamente successiva, che egli dovrà contestualmente convocare.

Il Presidente può delegare parte dei suoi poteri ad altri consiglieri o soci con procura generale o speciale.

Art. 18 – Il Revisore dei Conti

Il Revisore dei Conti è l’organo di controllo contabile dell’Associazione.

Esso è formato da un membro effettivo e uno supplente, eletti dall’Assemblea dei soci tra persone di comprovata competenza e professionalità, non necessariamente aderenti all’Associazione.

Il Revisore dei Conti rimane in carica tre anni ed è rieleggibile.

Il Revisore controlla l’amministrazione dell’Associazione dal punto di vista finanziario, e in particolare la corrispondenza del bilancio alle scritture contabili. Partecipa, senza diritto di voto, alle riunioni del Consiglio Direttivo e dell’Assemblea, alle quali presenta la relazione annuale sul bilancio preventivo e consuntivo.

Delle proprie riunioni il Revisore redige verbale, il quale va poi trascritto in apposito Libro.

La carica di Revisore è incompatibile con qualsiasi altra carica all’interno dell’Associazione.

 

 

Titolo IV

Norme sul patrimonio dell’Associazione

 

Art.19 – Risorse economiche

L’Associazione trae le risorse economiche per il funzionamento e per lo svolgimento delle proprie attività da:

  • quote associative e contributi degli aderenti;
  • contributi di privati;
  • contributi di enti pubblici finalizzati esclusivamente al sostegno di specifiche e documentate attività o progetti;
  • donazioni e lasciti testamentari;
  • rimborsi derivanti da convenzioni;
  • entrate derivanti da attività commerciali e produttive marginali.

I contributi degli aderenti sono costituiti dalle quote associative annuali, stabilite dal Consiglio Direttivo, e da eventuali contributi straordinari stabiliti dall’Assemblea.

Art.20 – Esercizio sociale

L’esercizio sociale coincide con l’anno solare.

Alla fine di ogni esercizio il Consiglio direttivo procederà alla formazione del bilancio o rendiconto consuntivo, che dovrà essere approvato a maggioranza semplice dall’Assemblea da convocarsi entro quattro mesi dalla chiusura dell’esercizio.

Il bilancio o rendiconto consuntivo dovrà essere depositato presso la sede dell’Associazione nei dieci giorni che precedono l’Assemblea convocata per la sua approvazione ed ogni associato, previa richiesta scritta, potrà prenderne visione.

 

Art.21 – Divieto di distribuzione degli utili

E’ vietato distribuire, anche in modo indiretto, utili o avanzi di gestione nonché fondi, riserve o capitale durante la vita dell’associazione, salvo che la destinazione o la distribuzione non siano imposti dalla legge.

L’Associazione deve impiegare gli utili o gli avanzi di gestione per la realizzazione delle attività istituzionali e di quelle ad esse direttamente connesse.

Titolo V

Scioglimento dell’Associazione e devoluzione del patrimonio

 

Art.22 – Scioglimento e devoluzione del patrimonio

Lo scioglimento dell’Associazione è deciso dall’Assemblea straordinaria con il voto favorevole di almeno tre quarti degli associati, sia in prima che in seconda convocazione.

L’Assemblea che delibera lo scioglimento nomina anche uno o più liquidatori e delibera sulla destinazione del patrimonio residuo, il quale dovrà comunque essere devoluto al altra Organizzazione di volontariato operante in settore analogo o similare.

Art.23 – Norme di rinvio

Per quanto non espressamente previsto nel presente statuto, si fa riferimento alla legge 266 del 1991, alle norme del codice civile e alle altre leggi dello Stato in quanto applicabili.