Storia dell’associazione

Storia dell’associazione 2017-07-14T00:09:52+00:00

Una storia iniziata nel 2010

Percorreremo vie nuove, sentieri,
parole incerte, silenzi,
il riposo
su erte cenge di gesti inviolati,
raggiungeremo il rifugio, la casa,
insieme.”

La nostra associazione denominata “Rencureme” di Fassa e Fiemme è nata nell’estate – autunno 2010 su iniziativa di alcune persone di Moena, congiunte di malati di deterioramento cognitivo.

Nelle nostre valli si è parlato di Alzheimer per la prima volta nel maggio 2010 quando fu organizzato a Pozza di Fassa dall’Azienda dei Servizi Sanitari, un convegno intitolato “Le Valli per l’Alzheimer“, sotto la direzione scientifica del dott. Gabriele Noro, Primario di geriatria all’ospedale S. Chiara di Trento. In seguito alcuni familiari, in primis Luciana Tozzini, organizzarono un incontro di familiari di malati con il dott. Rigoni, neoassesore alla sanità del nostro Comune. In quell’occasione erano presenti anche il dott. Dalprà e il dott. Nardelli, dirigente cure primarie di Fiemme e Fassa oltre ad otto familiari. Fu deciso di richiedere la presenza di un geriatra nelle nostre valli per la diagnosi e terapia, si parlò di stress dei care-giver e della necessità di migliorare la rete di assistenza ( famiglia- medici di famiglia-infermieri- assistenti domiciliari- specialista neurologo-geriatra- case di riposo). Si decise di dar vita ad una associazione per diffondere sul territorio la conoscenza e cura delle demenze, patologie che portano in sé un forte stigma, nella convinzione che oltre a quella farmacologica, una terapia psico-sociale sia utile in ogni stadio della malattia. Dopo un altro incontro, in novembre , presenti la signora Alma Demattio, ex assessore alle attività sociali del Comprensorio di Fiemme e il dott. Maffei di Predazzo, si diede vita all’associazione “Rencureme” i cui soci fondatori erano:

  • Annalisa Zorzi (presidente)
  • Roberto Nizzi ( vicepresidente)
  • Grazia Dondio (cassiera)
  • Alma Demattio
  • Tozzini Luciana
  • Vadagnini Elisabetta
  • Bolognani Silvana
  • Roilo Flavia
  • Maffei dott.Giovanni
  • Rigoni dott. Luca
  • Della Cioppa Laura

Ci presentammo al pubblico il 14 dicembre 2010 e vi fu una buona risposta di pubblico e autorità. Erano presenti fra gli altri la Procuradora de Fascia Cristina Donei, il Presidente della Comunità territoriale di Fiemme Raffaele Zancanella oltre al sindaco di Moena Riccardo Franceschetti. Abbiamo organizzato poi nel corso del 2011 un incontro con la Signora B. Rizzi dell’associazione Alzheimer Trento a cui ci siamo rivolti per avere consigli e indicazioni, uno con la dott.ssa Rocchetti a Predazzo, e uno organizzato dal presidente dell’Ass. Anziani di Moenasig. Ilario Bez, in cui abbiamo cercato di far capire che in questa malattia si ha bisogno di molto aiuto e della simpatia e comprensione di amici e conoscenti , senza cancellare la persona malata dal nostro orizzonte, come se non fosse più tra noi, essa può infatti aver perso memoria e capacità cognitive ma mantiene emozioni e sentimenti e ha bisogno di affetto e vicinanza come tutti noi.

Abbiamo oltre centocinquanta iscritti che hanno pagato una quota annuale di 10 € e a cui mandiamo informazioni via mail o lettera.

Il finanziamento avviene attraverso le quote associative e contributi che ci sono stati concessi dalla Cassa Rurale di Fassa e Agordino, dalla Cassa Rurale di Fiemme , dalla Cassa Rurale Centrofiemme, e dal Comun General de Fascia, istituzioni che ringraziamo per il loro appoggio, come anche il Comune di Moena che ci aiuta in tutti i modi. Anche i comuni di Predazzo, Cavalese e Pozza di Fassa hanno collaborato a nostre iniziative con grande disponibilità.

Disponiamo di una piccola biblioteca di libri sull’Alzheimer che prestiamo volentieri. I nostri obiettivi sono principalmente la conoscenza della malattia di Alzheimer, la richiesta di una sempre miglior assistenza socio-sanitaria, il supporto ai familiari. La patologia è purtroppo destinata ad aumentare in quanto il maggior fattore di rischio è dato dall’età avanzata, tale patologia ha inoltre un impatto più forte e doloroso sulla famiglia e i care-giver rispetto ad altre malattie. E’ necessario quindi attivarsi ai primi segni, per avere una valutazione e una diagnosi ed organizzarsi ad affrontare la malattia con coraggio ma anche con senso del limite, essendo cioè capaci di farsi aiutare.